mar 06

L’energia nucleare, ormai diffusa in tutto il mondo, ha sempre diviso sia l’opinione pubblica che gli esperti del settore ed ovviamente anche questa notizia di reattore nucleare ibrido fissione-fusione in grado di bruciare le scorie nucleari sta dividendo in due; ma andiamo un pò nel dettaglio tecnico della questione.

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Un reattore ibrido a fissione e fusione, in grado di bruciare le scorie radioattive altamente tossiche e di lunga vita, potrebbe rivelarsi la strada giusta per rilanciare l’energia nucleare, superando lo scoglio della costruzione di grandi e costosi depositi di rifiuti nucleari. Il progetto presentato da un gruppo di fisici americani dell’Institute for Fusion Studies dell’Università di Austin, Texas e pubblicato sull’ultimo numero della rivista di tecnologie della fusione nucleare “Fusion Engineering and Design” ha spiazzato molti lavoratori del settore e non sono mancati quelli di parere contrario.


Per capire meglio dove vogliono parare ecco due brevi definizioni di fusione e fissione nucleare:

  • la fissione consiste nello spezzare, per mezzo di neutroni, i nuclei di elementi pesanti come l’Uranio, e utilizzare l’energia liberata. Su questo processo si basano le attuali centrali nucleari in funzione in tutto il mondo.
  • nella fusione nucleare, invece, l’energia si libera in seguito al compattamento di nuclei di atomi leggeri come l’idrogeno e il deuterio. Questo tipo di processo, che tiene accese le stelle, non è ancora stato governato dall’uomo fino al punto da fare funzionare una centrale a fusione nucleare. Sono state costruite le bombe a fusione nucleare, ma non i reattori in grado di cedere la loro energia in maniera controllata.

I fisici americani sostengono ora di essere in grado di realizzare una «Compact Fusion Neutron Source» (CFNS), una potente sorgente di neutroni, non più grande di una stanza, costituita da un «tokamak», cioè da una ciambella magnetica contenente deuterio a 100 milioni di gradi di temperatura. Il CFNS dovrebbe diventare parte di un complesso ciclo di nucleare così organizzato:

  • le scorie prodotte dagli oltre cento reattori nucleari americani ad acqua leggera (LWRs) dovrebbero, in prima istanza, essere riciclate al 75%, in modo da diventare nuovo combustibile nucleare.
  • le parti non riciclabili, costituite da elementi transuranici altamente radio tossici e con vite medie di centinaia di migliaia di anni, verrebbero sottoposte al bombardamento neutronico dei nuovi reattori ibridi fusione-fissione CNFS dove, oltre a produrre energia, sarebbero letteralmente bruciate e rese inoffensive al 99%.

Ogni CNFS si sbarazzerebbe in questo strabiliante modo delle scorie di 15 reattori convenzionali e, cosa da non poco, il materiale da custodire in depositi geologici si ridurrebbe ad appena l’1% delle scorie attuali. Negli Stati Uniti il dibattito sui depositi di di scorie nucleari è aspro e non si attenua con il passare degli anni; la diatriba sul fatto se sia sicuro e conveniente il grande deposito nazionale di Yucca Mountin, va avanti da anni. Attualmente si prevede che il deposito sarà pronto nel 2020 e che potrà ospitare 77 mila tonnellate di rifiuti nucleari. Ma già nel 2010 questa quantità di rifiuti sarà superata e quindi si porrà il problema di un secondo e costosissimo deposito. In Italia, dopo il flop del deposito nazionale di Scanzano, cancellato a furor di popolo, non si è più parlato di sito nazionale per la raccolta delle scorie nucleari, nonostante ora si progetti una riapertura dell’opzione nucleare.

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“Con il progetto CNFS  tutti questi problemi saranno superati e in più si potrà contare su un’espansione del nucleare in sostituzione del carbone e di altre centrali a combustibili fossili che aggravano l’effetto serra” affermano gli ideatori ed inventori di questa nuova teconologia. Il progetto americano è stato accolto con interesse, ma anche con cautela da uno dei massimi esperti italiani di tecnologie nucleari, l’ingegner Giancarlo Aquilanti, capo della task force nucleare di Enel: “Si tratta sicuramente di un progetto serio ma anche complicato. E non è detto che sia l’alternativa più economica e vicina nel tempo per sbarazzarsi delle scorie nucleari di alta attività. Personalmente penso che possa risultare più promettente bruciarle nei reattori ad alta velocità di quarta generazione che vedranno la luce fra il 2025 e il 2040“.


Come si vede dalle affermazioni si parla di depositi aperti nel 2020 che sarebbero già il prossimo anno sottodimensionati per la quantità di scorie prodottue dagli Stati Uniti e di reattori ad alta velocità di quarta generazione che entrerebbero ipoteticamente in funzione tra 15 o 30 anni. Speriamo che nel frattempo si trovino idee economiche e ecologiche per evitare di dover affidarsi al nucleare e magari affidarsi alle risorse naturali inesauribili del nostro pianeta quali sole e vento ed anche geotermia…

Saluti

Accius

mar 03

Dopo che Gradi e mostreggiature dei corpi militari Italiani… dedicato a Arma dei Carabinieri e Polizia di Stato ha riscosso un grande successo con visite costanti ed in aumento tramite ricerche Google ho deciso di approfondire il tutto ed espandere le nostre conoscenze ai Gradi militari della Guardia di Finanza, Marina Militare, Aeronautica Militare ed Esercito. Attraverso varie ricerche sul web ho raccolto quasi tutte le mostreggiature dei vari corpi. Ho messo quasi tutte in quanto i siti ufficiali dei corpi, G.d.F. ad esempio, non offrono foto di qualità e quindi la ricerca è stata più ardua e mi son dovuto affidare ad appassionati come me dell’argomento.


Detto tutto questo, in questo post parliamo di uno dei 4 corpi sopra elencati per non far diventare questa trattazione eccessivamente lunga e di difficile consultazione, qua sotto in ordine dal grado più basso fino al grado massimo del corpo vi mostrerò le mostreggiature della Guardia di Finanza.

GUARDIA DI FINANZA

Alla prossima per i gradi dell’ Aeronautica Militare Italiana

Saluti

Accius

mar 02

E’ noto fin dall’antichità che una bella donna con un bel fisico che indossa un succinto bikini attira gli occhi di tutti gli uomini, ma da questo a provare al cosa scientificamente non ci avrei mai creduto. Lo studio, condotto sugli studenti dell’Università di Princeton (Usa), dimostrerebbe come le donne ritratte in bikini o in atteggiamenti a sfondo sessuale finiscano per farle apparire realmente agli uomini come “oggetti”.

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La ricerca è stata condotta realizzando una serie di risonanze magnetiche al cervello degli uomini scelti come volontari, nel momento in cui venivano loro sottoposte immagini di donne vestite in abiti succinti. Le parti del cervello che entravano in attività erano quelle generalmente associate alla corteccia premotoria, che si attiva quando si ha la visione di oggetti, quali una casa, una macchina e così via. La stessa ricerca ha permesso di dimostrare che i primi verbi che passano per la testa agli uomini quando osservano immagini di donne in bikini sono del genere: Afferrare, maneggiare, spingere.

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Secondo la ricercatrice, è ancora più “scioccante” il fatto che alcuni uomini durante la visione delle fotografie non mostrino in alcun modo attività cerebrale nelle aree del cervello che generalmente rispondono quando si ha interazione con delle persone, anche se viste in fotografia. Risultano del tutto disattivate le aree del cervello che possiedono un ruolo nell’empatia, nella capacità di comprendere emozioni e desideri delle altre persone. Praticamente il cervello maschile va in panne.


Secondo la scienziata Susan Fiske ciò significa che questi uomini quando osservano donne in abiti o in atteggiamenti a sfondo sessuale subiscono cambiamenti nell’attività cerebrale e possono modificare il modo con cui percepiscono la figura femminile, considerandola non più come una persona con cui relazionarsi, ma come un oggetto sul quale agire, con conseguenze che tutti possono vedere nella quotidianità sia in ambito lavorativo che in altre situazioni”.

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L’effetto della visione di una donna in bikini è così forte che per molti uomini lascia un ricordo anche se viene fatta loro vedere una fotografia tra decine di altre per soli due decimi di secondo. Uno studio del comportamento del cervello femminile nel momento in cui alle donne viene mostrato un uomo in slip non è stato realizzato, ma, secondo la ricercatrice, conoscendo la complessità dei pensieri femminili, sarebbe assai difficile per loro “disumanizzare” a tal punto una persona. Secondo Fiske infatti, di solito le donne reagiscono emotivamente alla figura di un uomo “cercando di interpretare i loro pensieri, cercando di capire in cosa sono interessati e cercando di piacere a loro”.

Beh, ora se vedete il vostro marito o il vostro fidanzato sbavare al passaggio di una bella bionda in bikini non potete dirgli niente. E’ la sua natura di uomo che gli fa fare tutto ciò…

Saluti

Accius

feb 23

Molti di noi hanno un gatto come animale domestico, o anche più di uno ( io ho due bellissimo gattoni… :mrgreen: ) e magari molti vivendo in appartamenti in città o in posti in cui difficilmente il gatto può uscire liberamente possono dire che ciò che dice il titolo non è vero; ma se vivete un attimo fuori dal traffico e lasciate libero il vostro micione preferito sarete certamente d’accordo.

chicco a letto

I miei micioni spesso corrono saltano e giocano con uccellini, lucertole, topolini o animaletti vari che spesso nemmeno mangiano ma lasciano in giro per giardino e dintorni. Detto ciò non mi sono mai interessato a quanti o che tipo di animaletti catturano, in Inghilterra però si vede non la pensano così e si sono pure messi a realizzare uno studio scientifico sull’argomento… :-?

Uno studio calcola che il carniere medio annuale di un gatto sia di 16 prede, dal che si desume che nei territori dove regna Elisabetta II, sono almeno 145 milioni gli animali che ogni anno muoiono sotto gli artigli dei tanto amati mici.

Piccolo Pisi

I ricercatori di un’università britannica - secondo quanto riporta l’Observer nella sua edizione online - hanno fatto uno studio avvalendosi della collaborazione (involontaria) di 200 gatti di famiglia equipaggiati con trasmettitori elettronici. Sono stati reclutati per scoprire quanta parte di distruzione di vita selvatica è imputabile a questi felini. Alcuni esperti ritengono che i circa 9 milioni di gatti britannici possano ogni anno far fuori, spesso solo per il gusto di farlo, più di 150 milioni tra uccelli, topi, conigli, talpe e altre creature.

Il progetto della Reading University, diretto dalla biologa Rebecca Dulieu, ha cercato una risposta avvalendosi di tracciati elettronici e di analisi computerizzate per monitorare i gatti, quando vanno fuori di casa, con una precisione senza precedenti.

“Noi sappiamo cosa fanno gatti quando sono a casa nostra: dormono. - dice la Dulieu - Ma praticamente non abbiamo idea di cosa fanno fuori, soprattutto di notte. Ora possiamo saperlo”. La percentuale di uccisioni riscontrata dalla Dulieu nel campione in esame porta a ritenere che i gatti britannici portano a casa ogni anno circa 40 milioni di prede. Precedenti studi ipotizzavano però che i gatti riportano a casa solo il 30% delle loro vittime”.

Ricerca bizzarra e con poco senso, a mio modesto avviso, che volevo però condividere con voi; spero che non siano stati spesi soldi pubblici ma di qualche facoltoso ente privato

Attenti al vostro micio assassino…

Saluti

Accius

gen 16

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Anno nuovo, nuova “scoperta”… Non si tratta di una vera e propria scoperta ma non saprei come definire esattamente questa novità; c’è chi da un lato la definisce un immenso passo avanti nella soluzione di un grave problema che purtroppo attanaglia milioni di donne del mondo e c’è chi arriva a parlare di eugenetica e di selezione della specie umana. Entriamo adesso nel dettaglio di cronaca per lasciare i commenti alla fine…

Nei primi giorni del 2009 in Inghilterra è nata una bimba il quale embrione è stato testato pre-impianto nell’utero materno per avere la certezza che l’embrione impiantato fosse privo di un gene che provoca con l’altissima probabilità dell’80% cancro al seno nella persona portatrice di questo gene, se di femmina si tratta, o fa si che le successive figlie, nel caso di un uomo, abbiamo con elvata possibilità il gene portatore di cancro.

I medici dell’University College di Londra hanno comunicato che la piccola e sua madre stanno bene. L’embrione nato da una procedura di fertilizzazione in vitro era stato esaminato prima dell’impianto per verificare la presenza di alterazioni nel gene Brca1 che nelle donne di tre generazioni nella famiglia del padre ha provocato tumore al seno prima dei trent’anni. Paul Serhal, l’esperto di fertilita’ che ha assistito la coppia, spiega così: ”Questa bambina non dovra’ affrontare la paura di sviluppare questa forma genetica di cancro al seno o di cancro alle ovaie da adulta. I genitori non passeranno questo rischio per la salute alla figlia. L’eredita’ duratura di questa operazione e’ lo sradicamento della trasmissione di questa forma di cancro che ha devastato queste famiglie per generazioni”.

La diagnosi pre-impianto prevede il prelievo di una cellula di un embrione nello stadio in cui e’ composto da 8 cellule, tre giorni dopo la sua formazione. E’ comune la pratica in cui si verifica la possibilita’ che il futuro bambino non erediti il gene che provoca malattie come la fibrosi cistica. Nel 2006, l’Autorita’ britannica per la fertilita’ umana e l’embriologia (Hfea) ha dato il via libera anche ai test sui cosiddetti geni suscettibili, come il Brca1 portatore di  tumori al seno ed alle ovaie. In tutti gli esseri umani è presente questo gene che se funziona correttamente previene la formazione e la trasmissione di questi tumori, però in casi in cui non funziona l’esito è opposto portando ad un alta probabilità di verificarsi di questa malattia ed alla trasmissione ai figli/e.

I medici che hanno realizzato l’impianto esultano e sono pienamente soddisfatti del loro operato; non manca però qualche critica. Josephine Quintavalle, dell’organizzazione per la bioetica Comment on Reproductive Ethics dice: ”Non e’ qualcosa di personale contro questa bambina, ma penso che si sia andati troppo in la’. Alla base di tutto questo c’e’ l’eugenetica”. Sarah Cant, dell’organizzazione Breakthrough Breast Cancer, precisa poi: ”La decisione di fare lo screening degli embrioni per vedere se portano un gene difettoso che provoca il cancro al seno e’ una questione complessa e molto personale. Le donne con una storia familiare di questa malattia ci dicono che quel che e’ giusto per una persona puo’ non essere adatto a un’altra. E’ importante che chiunque abbia questo problema abbia le informazioni appropriate per fare la scelta giusta per se”’.

In questo caso io sono personalmente molto favorevole a tale diagnosi pre-impianto ma bisogna sempre andare cauti in questa direzione in quanto una mancata regolamentazione rigida di queste procedure potrebbe portare a pratiche assurde votate non alla salute dei nascituri ma alla scelta di come dovranno essere esteticamente e non solo i nuovi nati. Spero che in Inghilterra sia stata fatta una rigida regolamentazione e che non venga ammorbidita successivamente permettendo atrocità come quelle menzionate qualche riga più sopra. Voi cosa ne pensate..?

Saluti

Accius

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Il pianeta rosso è sempre stato fonte di attrazione per la sua natura misteriosa e per la sue probabili forme di vita,  a mio avviso non molto probabili… :P . Non da meno sono state fonte di immense disquisizioni e fantasie fantascientifiche le immagini di alcune bizzarre formazioni sulla superficie di Marte interpretate nei modi più strani dalla comunità scientifica e non solo. Adesso è però finito il periodo delle fantasie, almeno secondo un gruppo di ricercatori della Nasa e delle università del Michigan e dell’Arizona e della California che hanno condotto alcuni test in galleria del vento simulando le correnti che spazzano alcune volte la superifice del misterioso pianeta rosso.

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“Bisogna tener conto – dice Andrew Leier dell’Università di California – che i venti per arrivare a certi risultati dovrebbero muovere i frammenti pietrosi fino ad una velocità di ottomila chilometri orari e ciò è praticamente impossibile”. Sono state anche esaminate anche diverse situazioni analoghe sulla terra . Il risultato della simulazione mostra che il vento riesce anche frantumare i materiali e poi a disporli in varie posizioni creando forme talvolta interpretate erroneamente come frutto di interventi intelligenti.

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In pratica il vento scava attorno alle pietre degli avvallamenti nei quali le pietre stesse rotolano rimanendo protette dalle dune sabbiose circostanti. La famosa faccia marziana, dalle fotografie scattate in tempi diversi dalle sonde si vede come il mucchietto di sabbia che genera illusioni muti nel tempo, proprio grazie alle correnti aeree. “Il tutto è caotico e semplice al tempo stesso”, commenta Leier aggiungendo che i test consentono di creare dei modelli numerici in grado di decifrare rapidamente quanto può si vede nelle immagini. La natura riesce a superare e a sostituirsi talvolta anche alla fantasia dell’uomo.

Dopo questa scoperta alcuni fan di Marte e dell’alone di misteriosità che lo circonda saranno rimasti decisamente delusi e magari stanno attendendo con ansia una smentita di quello che questi ricercatori hanno dimostrato. Che dire… Aspettiamo lo sbarco su Marte dopo quello avvenuto ( ma siamo sicuri?! ) sulla luna decine di anni fa…

Saluti marziani… :)

Accius

nov 18

Il sonno, da alcuni amato e da altri odiato è e sarà sempre una parte della nostra vita. Ora più ora meno dobbiamo sempre dormire almeno un pò per ricaricarci ed affrontare la giornata successiva… Fin ora non era chiaro quanto si dovesse dormire per avere una “ricarica completa delle batterie”, ed ecco infatti che il ricercatore di turno ci da una mano o almeno un indicazione.

Stando alle parole di Kazuo Eguchi della Università Giapponese di Jichi a Tochigi ( che nome buffo… :P ) pubblicato sulla rivista Archives of Internal Medicine durante la giornata dobbiamo dormire almeno 7,5 ore per far si che il nostro cuore non ne risenta. Lo studio afferma infatti che chi dorme meno di questa soglia è più soggetto a malatie cardiovascolari ed ipertensione.

Uno studio italiano pubblicato sulla stessa rivista e realizzato da Pantaleo Giannuzzi, dell’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri di Firenze spiega che cambiare stili di vita dopo un infarto potrebbe prevenire altri infarti e problemi cardiovascolari futuri. La società moderna fa si che si faccia di tutto per rubare ore al sanno in quanto la maggior parte di noi sono inseguiti dagli impegni e la strada più veloce da percorrere è rubare del tempo prezioso al ristoro notturno del corpo.

Dormire non è un “optional” ma serve alla nostra salute in quanto se non dormiamo la memoria peggiora, si riducono le performance cognitive, i riflessi, la prontezza di reazioni. Dormire è anche utile a contrastare l’aumento di peso perché quando si dorme poco si tende a mangiare di più e più carboidrati, quindi a ingrassare. Non siete ancora convinti?

Nell’indagine giapponese i ricercatori hanno seguito per oltre quattro anni lo stato di salute di 1255 individui ipertesi di età media 70 anni è emerso che l’incidenza di malattie cardiovascolari è di 2,4 per cento persone per anno tra coloro che dormono meno di 7,5 ore a notte contro un’incidenza di 1,8 per 100 persone per anno tra coloro che ne dormono di più.

L’indagine italiana invece ha seguito un altra strade ed ha messo a confronto circa 1620 pazienti reduci da infarto e coinvolti in un programma di prevenzione secondaria a lungo termine (incentrato sul cambiamento degli stili di vita, la dieta, la cessazione del fumo, l’esercizio fisico) con altrettanti pazienti post-infarto non facenti parte di questo programma preventivo.

Dai risultati si è capito che coloro che sono stati tenuti sotto osservazione a lungo termine non solo con i farmaci ma anche con il percorso preventivo-riabilitativo, hanno modificato attivamente i propri stili di vita e visto ridursi del 33% il loro rischio di infarto fatale, del 48% quello di infarto non fatale.

Beh, alla luce di tutto ciò credo che dopo aver scritto questo post nonostante l’ora non sia consona per mettersi nuovamente a dormire, in quanto appena alzato, andrò a farmi una pennichella ristoratrice per un pò… :)

Mi raccomando, non prendete questi studi come scusa per non alzarvi più da letto… :P

Saluti

Accius