Salve gente! Per gentile concessione dell’Allegro Accius, adesso ho una specie di rubrica tutta per me. Mi occuperò prevalentemente di libri, fumetti e di tutto ciò che concerne la fantasia (per questo il titolo “L’angolo di Lenny” e non semplicemente “LIbri e fumetti”). Non voglio passare da esperto in materia: in questa sede semplicemente consiglierò qualche lettura e parlerò del mio rapporto personale con opere di tutti i tipi. Mi aspetto da voi commenti, critiche e soprattutto suggerimenti per nuove letture.
Perché proprio la fantasia? Consideratemi pure un bambinone, ma credo che la capacità di immaginare sia una dote fondamentale nella vita di chiunque. Innanzitutto, permette di rilassarsi, è una fonte di svago a buon mercato, un porto sicuro in cui attraccare ogni qual volta si desidera dimenticare i problemi di tutti i giorni. Inoltre, l’immaginazione apre la mente, solleva i pensieri liberandoli dai vincoli del mondo materiale e della realtà contingente. Se la eserciterete un po’, vi capiterà di guardare molte cose con occhi nuovi, o addirittura di vedervi attraverso. Potrete essere dove vorrete, quando vorrete.
Capisco che alcuni possano trovare difficoltà nell’affrontare le letture più inverosimili (non mi riferisco tanto ai libri, quanto ai fumetti), che considerino stupide le storie incentrate su tizi che volano in calzamaglia o ambientate in un futuro remoto. Non c’è niente di grave, ognuno ha i suoi gusti!
Ma se mi è permesso dare un consiglio, invito tutti ad ampliare i propri orizzonti: i “realisti” convinti dovrebbero provare un po’ di fantascienza, magari d’autore (che so, un Orwell, o un Asimov); i fanatici di Tolkien potrebbero passare ad un bel romanzo d’amore (evitando possibilmente Moccia!). In particolare, invito a non lasciarsi scoraggiare dagli elementi meno realistici di certi libri e fumetti, perché dietro ai particolari più incredibili può celarsi un “succo” che nessuno si aspetterebbe. Alcuni scrittori riescono ad imbrigliare la loro fervida immaginazione e a guidarla nella realizzazione di potenti metafore sugli aspetti più profondi della realtà. Allo stesso modo, personaggi apparentemente assurdi risultano essere assai complessi, sfaccettati, a modo loro vivi e verosimili. E’ il caso di Hulk, del quale vorrei parlarvi in questo mio primo articolo, complice anche l’uscita del nuovo film (interpretato dal sempre ottimo Edward Norton e dal “tarantiniano” Tim Roth).
Il Gigante di Giada, come amano chiamarlo i lettori più affezionati, è uno dei personaggi più esagerati mai creati per un fumetto: la sua forza fisica raggiunge livelli impossibili, il colore della sua pelle è stucchevole e i pantaloni viola che indossa di solito sono addirittura terrificanti! Ma sotto questa scorza (verdastra) si nasconde una personalità assai ricca, che deve molto ai protagonisti di due capolavori della letteratura inglese: “Frankenstein” e “Lo strano caso del dottor Jekyll e Mr. Hyde”.
Proprio come Jekyll, Robert Bruce Banner (alter ego del Golia Verde) viene trasformato dalla scienza in una creatura assolutamente incontrollabile; proprio come il mostro di Frankenstein, Hulk è un essere fondamentalmente buono, reso selvaggio e pericoloso dalle persecuzioni subite dai “deboli umani”, che per paura cercano costantemente di distruggerlo o imprigionarlo. Come se non bastasse, l‘Hulk dei primi tempi aveva la mente di un bambino di sei anni, per cui una volta arrabbiato (l’ira è la chiave della trasformazione di Banner in Hulk) difficilmente riusciva a distinguere gli amici dai nemici, o le buone intenzioni dalle effettive minacce. Col passare degli anni molte cose sono cambiate (persino il colore, che per un po’ è passato dal verde al grigio!), e adesso la coscienza di Banner resta attiva anche nel corpo colossale di Hulk.
Soltanto l’essenza del personaggio è rimasta la stessa: il Gigante di Giada rimane un individuo tormentato, un ossimoro vivente, perseguitato dal proprio potere, talvolta incontrollabile, che ha suscitato l’odio, il timore e l’invidia di molti. Costretto a combattere infinite battaglie, Hulk ha visto morire molte persone care, spesso addirittura per colpa sua, e porta un fardello che è troppo pesante persino per lui.
Consiglio quindi di provare a leggere qualche storia di Hulk, che potete reperire ogni mese in edicola nella rivista “Devil & Hulk”, edita da Panini. All’inizio potrà sembrarvi un fumetto piuttosto infantile, pieno di scazzottate e niente più. Ma se avrete pazienza e vi concederete una “sospensione momentanea dell’incredulità” (uso le parole del poeta inglese Samuel T. Coleridge), vi affezionerete al Golia Verde, e prima o poi incapperete in un’avventura che sarà davvero in grado di stupirvi (a me è successo con il numero 8 della suddetta rivista, nel quale attraverso la vicenda di un personaggio secondario l’autore affronta la tematica dell’AIDS). Troverete, insomma, dietro al velo dell’incredibile, un Hulk davvero insospettaile.
Non state coi piedi per terra.
Lenny










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